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    April 08

    I CAPITOLO - IL MALE OSCURO III - L'inizio insospettabile

    IL MALE OSCURO III
     
    I Capitolo
     
     

    L'inizio insospettabile
     
    Avete mai sentito la sensazione, l'intuizione o il presagio che da li a poco qualche cosa sta per cambiare, non sapete bene cosa potrebbe essere, ma sentite dentro una esponenziale angoscia che va a sincopatici singulti nel centro del petto. Positiva o negativa? Non ne riuscite a tradurre l'evento oggettivamente ma lo sentite fortemente battervi anche nella propria testa.
    Poi vi immaginate nei momenti di estrema quiete come la notte, scene fantasiose di un futuro improbabile ma supponibile dove ciò che è di più tranquillo diventa il protagonista ossessivo del vostro incubo peggiore fatto ad occhi aperti. La testa e il corpo sono in questa fase, come roboanti e frastornanti discoteche notturne che con i loro decibel destabilizzano il vostro personale equilibrio, provocandovi l'insonnia.
    Questo è solo il uno dei sintomi dell'inizio insospettabile di una delle forme di malattia più occulte e oscure che possano essere sviluppate nell'essere umano:
    La depressione.
    Ah! Scusate dimenticavo, non mi sono ancora presentato. Mi chiamo Teodoro, ma per gli amici Teddy, ho ventiquattro anni e sono nato in una delle più belle e storiche città del mondo: Roma.
    In questo mio scritto viaggerò a ritroso nella mia vita e in quella della mente di mio nonno. Analizzerò il mondo misterioso della mente in genere, ma non come uno scenziato o medico di cui non ho la presunzione di esserlo, ne ho le capacità tecniche per farlo, bensì come semplice curioso e interessato protagonista di una storia che mi ha coinvolto in prima persona.
    Oggi a maggior ragione ho un motivo in più per occuparmene in maniera concreta, visto che mi accingo a scrivere formalmente questa specie di libro a puntate, che vi racconterà e mi aiuterà a illustrare meglio con il senno del poi, la mia esperienza personale accanto a questa persona che ho scoperto divenire per me tanto cara. Porterò le mie osservazioni di uomo normale, individuo qualunque, espresse con altrettanta forma per rimanere più vicino possibile a chi per un motivo o per un altro ritrova tra queste righe un pensiero un fatto comune che ci avicina per divenire aleati di un male appunto oscuro.
    L'universo misterioso della mente, mi ha sempre incuriosito molto, non ha dei confini ben delineati e semplici da individuare, le stesse oggettività di questa scienza hanno delle velate sfumature su cui non si riescono ancora ad avere delle risposte certe e in quelle poche che se ne hanno avvolte sono imprevedibili da diagnosticare.
    La depressione è uno status molto presente nella nostra società cosìdetta occidentale, dove si è sviluppato maggiormente rispetto ad altri continenti dove questo male si è sviluppato in scarsa maniera e con forme meno gravi.
    Depressione, è una parola dal facile utilizzo moderno, che si usa nel gergo comune e con troppa disinvoltura per descrivere a volte in maniera inappropriata un particolare individuo che si esprime con un tono dimesso, nel suo modo di essere, di fare e di proporsi alla gente.
    Bensì la depressione è una malattia molto particolare, che non deve essere assolutamente trascurata ne dal diretto interessato colpito, ne dai familiari che vivono e ruotano in qualche maniera attorno alla quotidianità dal soggetto depresso.
    Vivere la malattia da protagonisti, è molto patologico e problematico, ma con questi scritti, voglio anche gettare un occhio su come sia difficile per i familiari poter affrontare indirettamente questo male.
    Mio nonno è nato nella primavera del 1936 in un'epoca in cui qui in Italia si respiravano venti di guerra ma si voleva e in un certo senso si faceva inalare profumi inebrianti di illusioni e sogni titanici che ben presto da lì a poco tutto finì non solo in una bolla di sapone, ma in uno dei scoppi più drammatici e violenti che il mondo abbia potuto vivere in senso generale e realistico nella propria storia globalee umana.
    Quando un uomo non sa usare bene la propria individualità e la mette a disposizione di filosofie e concettualità poco chiare anzi molto oscure, nasce il malinteso, quel malinteso diventa in un primo tempo entusiasmo della voglia di cambiare, questo si trasforma impropriamente come dogma ed infine drammatica catastrofe generazionale.
    Una analisi clinica oggettiva sarebbe stata bella farla a quegli individui che per decenni hanno comandato il mondo guidando con irresponsabilità l'intera umanità ad un destino infame e catastrofico. Cosa c'era dentro le loro teste e cosa predominasse nel loro sistema nervoso centrale? Ma ancora di più cosa ha spinto le menti e le volontà della gente comune a seguirli, approvarli, decantandoli salvatori del mondo e credendo con ferma convinzione che il loro operato fosse giusto e pieno di propositi positivi?
    Questo mi fa pensare da persona comune e semplice quale sono, che infondo noi tutti siamo soggetti potenzialmente psicolabili e deboli, degni di dovute attenzioni e cure psichiatriche.
    Ma cosa strana, tutte quelle persone che nella piana di Fatima, detta La "Cova da Iria" il 17 ottobre intorno alle 11,30 circa, ebbero a dirsi dai documenti storici una visione colletiva del sole che si ingrossava sempre più quasi che sembrasse di inghiottire la terra. Questo fatto è considerato reale  e documentato da notizie giornalistiche testimoni di ogni genere e grado di istruzione. Eppure lì nessuno è stato preso per matto ma ancora oggi molti scettici non credono all'accaduto.
    Ritornando alla mia storia la quale mi è più di competenza, dicevo, che mio nonno nascendo in quegl'anni ha vissuto gran parte della sua fanciullezza, con problematiche sociali e culturali esterne non prive di stordimento e preoccupazione per quello che viveva la sua famiglia. Ogni bambino meriterebbe di vivere con più tranquillità e spensieratezza gli anni della sua vergine fanciullezza. Questo non lo è stato per lui.
    Credo che con ogni probabilità, dai racconti che ho potuto acquisire nel corso degli anni attraverso le testimonianze di parenti e dei miei familiari, che la sua situazione personale nel rapporto con i suoi genitori fosse molto critica. Ne ho dedotto che ha avuto una educazione formale molto severa crescendo inoltre in un ambiente molto austero e proibitivo, così creando dentro la sua labile psiche quel vuoto che non è stato mai colmato, privandolo delle fondamentali basi delle emozioni e dei sentimenti più sani qual e è l'affetto e l'amore materno.
    Inoltre aggiungo che suo nonno, del quale sembra ne fosse ammirato e gli volesse molto bene, morì suicida gettandosi dall'ultimo piano del palazzo dove abitava, perchè si era reso conto che il negozio di aliementari che aveva dato in gestione ai suoi figli, e che aveva amministrato inelligentemente e sapientemente per tutta la sua vita fino a pochi anni prima, stava rischiando il fallimento.
    Così forse preso da questa angosciante situazione, dai debiti che si erano negli anni venuti ad accumulare e diciamo da una predisposizione inteiore a catastrofizzare in quel momento la fase della sua vita, decise d farla finita in un momento di estrema depressione mentale acuta. Questo rimase negli occhi fanciulleschi di mio nonno. Il corpo di suo nonno disteso davanti alle porte del suo grande negozio, il quale era sottostante al terrao da dove si gettò, quella scena sicuramente lo scosse profondamente. ma si sa un bambino di quella età, non ancora compiuti dieci anni, aparentemente nel suo vivere, sembrava dimenticare tutto con estrema facilità, ma così non era. Dentro in profondità qualcosa di estremamente invisibile, impalpaile ed inttoccabile stava crescendo con lui e forse più in fretta di lui, fino ad arrivare in quella superficie personale che ha permesso al male di manifestarsi in tutta la sua negativa magnificenza facendo toccare con mano viva tutto il suo insospettabile potere oscuro....................segue..............
     
    Alessandro Colucci
    March 28

    IL MALE OSCURO II - La depressione

     

    IL MALE OSCURO II

     


     

     

    Premessa

     

    Eccomi ritornato sulle orme appena lasciate qualche giorno fa in sospeso con una breve introduzione sull’argomento del "Male Oscuro: La Depressione!".

    Questa non è ancora l’inizio della storia che successivamente racconterò in diversi articoli o capitoli, ma è solo una premessa per far capire ciò che voglio perseguire, fare e ottenere con quello che pubblicherò prossimamente.

    Sto cercando di mettere in ordine, con un po' di difficoltà, degli appunti di viaggio di questo ultimo segmento della mia vita degli ultimi 3 mesi, perché sono certo di aver vissuto un periodo molto sconvolgente che mi ha segnato profondamente su molte cose.

    Cosa andrò ad analizzare, a evidenziare, e a sottolineare con questi scritti?

    Molte cose credo, ma non so bene ancora di preciso cosa ne verrà fuori e dove approderò, poichè questo mondo, o meglio, questo universo in cui mi sto addentrando curiosamente, mi era totalmente sconosciuto fino a pochissimi mesi fa.

    Quindi agirò come uno scrittore principiante alle prime armi (quale quello che sono) e metterò in evidenza di volta in volta il prodotto che ho acquisito e percepito in questo breve cammino della mia vita, così da realizzare sotto osservazione senza segreti alcuni e in presa diretta, un probabile futuro libro.

    Così come lo scrittore mette in ordine le pezze dei suoi appunti cartacei o mentali, io cerco di dare vita ad un insieme di caotici pensieri, opinioni, idee ed osservazioni presi con questi appunti che ho riportato su carta e che ora metto per un mio interesse personale in forma pubblica su questi spazi digitali. Perché?... E perché no?

    I protagonisti soli ed indiscussi di questo racconto sono e saranno 2 uomini, nipote e nonno, che si avvicineranno malgrado la malattia per poi riabbracciarsi nell'ambito di una lotta interiore, entrambi affronteranno di pari passo ma su due strade diverse per poi ritornare a camminare insieme su un unico percorso comune, come vincitori di una forza che all'inizio apparirà impossibile da vincere.

    Ovviamente non riporterò nomi e cognomi e luoghi reali per non invadere la privacy altrui, dato che credo sicuramente di andare a toccare  temi delicati che si trovano al di fuori della mia sfera personale, ma anche i protagonisti principali di questa storia. Non essendo stato autorizzato, saranno mascherati a dovere. Così come la depresione fa calare un velo di irriconoscibilità nell'individuo dei suoi tratti somatici e della sua anima, alla stessa maniera io mi accingo a descrivere questi personaggi reali come figure camuffate nei loro aspetti più delicati e privati.

    Con il prossimo articolo partirà il I Capitolo del "IL MALE OSCURO" su cui io cercherò di accendere una lampadina, una delle tante che cercano di illuminare questo problema che almeno qui in Italia è molto spesso travisato, trascurato e a volte perfino ignorato del tutto.

    Questa lampadina che accenderò non sarà sicuramente una stella brillante, ma spero che possa aiutare le altre luci accese su questo caso per far vedere meglio più chiaramente le problematiche sociali, psicologiche dei disagi interiori non solo dei malati affetti da questo male, "curabilissimo", ma anche porre attenzioni particolari di chi vive ed opera intorno, dai familiari, agli addetti ai lavori.

    Tutto questo lo faccio urlando con tacite parole scritte cercando di far attirare l'attenzione anche del potere di palazzo per smuovere e far ritornare ad accellerare il processo di trasformazione di questo settore della Sanità orami da troppi anni abbandonato a forme di regolamentazione non consone agli spazi cui sono dedicate.

     

    ALESSANDRO COLUCCI

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    March 18

    IL MALE OSCURO

     

    IL MALE OSCURO

     

    Introduzione

    Sospeso davanti a così tanta oscurità da non trovare nessuna dimensione, nessun confine e nessun tipo di appoggio, il mio animo si perse nel nulla assoluto in una sorta di oblio negativo nella disperazione più totale e in completa balia delle emozioni più nefaste che la mente possa produrre per un essere umano.

    Con queste parole inizio oggi una sorta di libro periodico fatto di appunti, studi e osservazioni su un tema che sicuramente ancora presenta misteri e insolvenze da dover approfondire ma anche contestare: I MALI DELLA MENTE.
    Io in particolare affronterò la depressione, questo male oscuro che annebbia la mia mente e sopratutto quella di una persona a me molto vicina, coinvolta pienamente in questo periodo della sua vita, ma che sopratutto ne ha sofferto sin dalla sua giovinezza.
    Cosa voglio dimostrare e comunicare con questo? Nulla di più di quello che il bisogno e la necessità personale di voler descrivere e scrivere quello che sto vivendo personalmente ma anche illustrare uno squarcio di vita reale che non è singolare affatto, visto che molte persone soffrono di questi disturbi dell'animo e della mente e che molto approssimativamente e superficialmente, dettati anche dall'ignoranza e dal luogo comune della gente si generalizza e si ironizza fin troppo denigrando quegli individui che ho scoperto invece in questi ultimi mesi persone possessori di un anima e una mente più articolata ed interessante di molte altre persone cosìdette "Normali".

    Vi rimando quindi a chi fosse incuriosito ed interessato a sfogliare le prossime pubblicazioni che farò sia qui che sul'altro web-blog privato http://alexanderleo2.spaces.live.com/  Quindi abbandonerò lo scopo di comunicare i miei pensieri poetici e la pubblicazione delle mie opere d'arte, per dare spazio e attenzioni che meritano su questo argomento, almeno per la durata naturale di questo studio osservativo.

    ALESSANDRO COLUCCI 

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